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ORDO AB CHAO

La ricerca di autentica integrità artistica richiede un deciso distacco dalle insidie di un individualismo corrotto. L'essenza genuina dell'impresa artistica risiede in una ricerca profonda e dedicata all'esplorazione.

L'ambizione dei nuovi movimenti artistici, specialmente nella pittura ma in generale nell'arte, dev'essere quella d'interrompere l'osmosi tra il veloce lessico della società di massa e il linguaggio dell'arte. Questa interruzione reintrodurrà il fondamento della verità al centro dell'immagine, dell'opera d'arte stessa.

La nostra percezione del reale, così come dell'immaginifico, è condizionata dai registri culturali ai quali siamo sottoposti, plasmati come in ogni epoca dal processo produttivo nel quale siamo immersi. Questo processo lascia un'impronta distintiva sull'idea stessa di gusto e quindi sulla modalità di consumo dell'arte.

Ad esempio, l'Impressionismo, sostituendo la profondità con il rilievo, o meglio il corpo con l'anima, ha incarnato e trasferito lo spirito intimo dell'industrializzazione nell'opera d'arte. Allo stesso modo, il Pop Art, insieme agli esperimenti grafici degli anni successivi, è diventato un simulacro dell'etica sghemba del capitalismo. Oggi, similmente, la pittura deve sforzarsi di portare alla luce le contraddizioni intrinseche al processo industriale astratto e, facendo ciò, reinventare un linguaggio, puntando a una rottura definitiva che rifletta la realtà: il declino di un modello produttivo alienante. L'intenzione, più dell'invenzione, è al centro dell'arte.

Tuttavia, la realtà esiste oggettivamente, e noi ne facciamo parte. Questo rimane un fatto incontrovertibile. Perciò, il nuovo linguaggio artistico deve attraversare entrambe le fasi destruens e costruens per ascendere a un nuovo ruolo, proprio come è successo con la prospettiva surrealista, che ha evidenziato il potere trasformativo dell'arte nel plasmare e ridefinire la realtà in un'esperienza soggettiva e vivida.

"La creatività richiede coraggio", ha detto Matisse. È l'audacia nel tracciare nuove strade e sfidare le norme consolidate che favorisce vera innovazione ed evoluzione artistica. Il percorso da seguire si allinea al sentimento di Kandinsky: "Il colore è la tastiera, gli occhi sono le armonie".

Questo ci porta alla questione dell'interazione con il mezzo, molto simile a quanto fecero inizialmente i Cubisti, eliminando l'ambiguità e imponendo una lettura del quadro come costruzione umana e come tela colorata. È come la lava che scorre, che cambia costantemente il suo stato fisico.

Ordo ab chao: solo il disordine, l'automatismo nei suoi momenti più compiuti, ripristinerà il giusto gradiente di realismo nell'immagine.

L'essenza dell'espressione artistica non risiede più entro confini definiti, ma nella sua integrazione con il più ampio tessuto dell'esistenza sociale. Questo porterà inevitabilmente a una maggiore comprensione tra architetti, pittori e scultori, consentendo la creazione di un equivalente non figurativo, simile ai templi per gli antichi Greci e alle cattedrali per i Cristiani.

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Ecce Homo (2016)

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